Aeroporto2's Blog

nessuno conosce ulisse

Scacco al Re (romancero)

Senza titolo

 

Scopertamente ambisco al lavoro misericordioso. Lascerò combinare i giusti numeri e le rapide esecuzioni di lettere al giudizio. Spero che il pedone passerà inosservato, consapevole del tempo che appartiene al deserto dei mari e delle terre che sono speculo del bianco e del nero. Tenterò (per ultimo) pazzia: l’infida scusa, l’astuta mancanza d’aria; e desterò rancori per il mio mancato regno. So che eserciti si comprano con la menzogna del vivere e con l’oscenità promessa. Il mio non muovermi è apparente; è solo scudo e metafora di essere. Non ho passato né futuro, ma trappole. Vi concedo possibilità pacifiche, gioghi da maniscalco e ferri nuovi. All’alba raduneremo le nuvole che verranno contate e lasciate libere di scorrere e vedrete, così, le ombre sulle ombre. Il gioco sarà chiaro. Roma dovrà piegarsi. Un’altra Roma e un’altra fenice apparirà. Con vesti fatue impererà con il mio nome: ma sarà gioco. Canuti predicatori calpesteranno deserti di polvere; apriranno uffici metrici, stabilendo le loro misure. Assi verranno inchiodate e alfieri attraverseranno ponti congiungendo trasversali ricordi, né più loro sapranno, né più voi saprete. Ogni congiunzione sarà ritrovo, università, piazza, ma di misura mercato. E lo speculo infinito sarà tre volte scavalcato da cavalli: piegati alla volontà degli angoli. E raggianti piazze pacifiche guarderanno con paraocchi agguati senza rancori. Lecitamente tratterranno (in singole innocue liturgie) folti pellegrini, con misure e pesi seminuovi. Ed io sarò costretto a essere quello che mai sono stato: corpo e ricordo di questo. Le torri: cime, montagne, colline, financo alberi, il sole li farà scorrere da nord a sud con l’ombra di questi. E da ovest a est sarà la notte che moltiplicherà ostacoli invisibili: onde d’aria e mura di eco silenziosa. L’immaginato è lì, come sai. Nella calura potrai riposarti sotto le mie mura; terremoti scuoteranno come alberi al vento le fondamenta di roccia. E, ferito, nell’incoscienza, nel delirio, nel sogno, mia madre mia sposa mia figlia, verranno a salvarti e a chiederti d’essere uomo in questo gioco incosciente.

La generazione degli imbecilli

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I giovani hanno rotto i timpani

Con le solite canzonette:

Dylan e simili (che piangistereo)

Che si leggessero almeno l’originale:

[ Walt Whitman ]

e la finissero

d’essere servi dell’infanzia altrui.

Tutti questi,

hanno riscaldamento

(centralizzato) ed acqua calda.

 

da: I quaderni dell’Impostore

Acceleratore di particelle

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Oggi, dieci settembre 2008 l’esperimento è partito.

Ci sono voluti sei miliardi di anni o di euro, non

ricordo bene cosa diceva lo speaker alla radio.

 

E’ chiaro che l’ironia è un frattale

e basta un bimbo al parco:

guardare altra lena, altalena.

 

Il segreto è nel giroscopio

sta con mania antipatica

sempre al centro a fare il suo show.

 

Ogni fesso, sa dirti

quello che già sapevi

da cento miliardi d’anni.

 

da: I quaderni dell’Impostore

 

nella foto: bungalow Maldive

Vizio di presenze

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Mi viene difficile conciliare
alcune combinazioni, calcoli.
Pur non avendo alcunché
mi trovo combinato assieme
a strane conciliazioni.
Pare che sia portato a fare capriole
e tendere in una direzione. La mia vita
predestinata in un territorio.
Qualsiasi sia la mia volontà, questa
è altra: la mia coscienza.
Che esista l’indice è incredibile a scoprirsi.

 

da: I quaderni dell’Impostore.

Condensazioni e risoluzione

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La barca è in rada.

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La barca è in rada. Si scende a terra con il tender. Si fa un po’ di spesa e si mangia al ristorante del porto con la famiglia. Estate.

Chiara e fresca dolce Circe

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Di ritorno (Samkhya)

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Quando ce vò ce vò

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Natural abstractions

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