Aeroporto2's Blog

nessuno conosce ulisse

“A”… (come agricoltura)

Ho smesso la mia rivoluzione
Un gambale corto, un rappreso
Omaggio
Di equivoco passaggio

Treni, miniere, montagne infernali

L’attore sempre quello, il buono
Recita essere un falso

A diciassette anni questo è un fatto
Pronto ma sciocco
Bisognava levigare meglio la pietra
Ardire a strumenti nuovi:
Costruire l’altro per levar l’acqua
A questo

da: I quaderni dell’impostore

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Postmodernista

Il postmodernista è il titolare del negozio di ferramenta
Dietro l’angolo
S’affretta al bricolage
E’ sul bancone, il manuale del Romantico

Sa, ma non lo ammette
Che la rivoluzione di Cromwell
E’ la Madre di tutte le battaglie immolate
Cosa potrebbe essere se non l’ipocrita Innocenza?

da: I quaderni dell’Impostore Leggi il seguito di questo post »

Quasi mediterraneo

Se un ramo raro di tiglio sbatte sulla porta
Fammi il piacere taglialo, non scriverci rime

L’atlante l’auto da fé  del viaggiatore
Include didascalie, nomi, numeri e segni
Che esistono
Ma qui dove sono arrivato
C’è un tale al carro che vende orzate

Il riconoscibile è l’idea  del conosciuto
Lo strappo che belante s’aggreggia
Si fa nuvola consommé, ma tant’è, io
Al caldo, all’albero attendo il beef-taxi

Scrivi pure: quasi mediterraneo

da: I quaderni dell’Impostore Leggi il seguito di questo post »

Dopo aprile viene maggio

Strascica quello che può la giovinezza
Ma l’imbuto s’ingorga, s’attoppa e nulla
Riempie. S’infrange pure l’interrogativo
Su mezze qualità e s’aggrega l’impatto con il tuono

S’appoggia Fido,  neppure la spazzola a cremagliera
L’ho fa borghese. La selvaggina non ha tregua
E’ lotta tra reclusi, chi s’invola e chi a catena monta
La voiture. 

da: I quaderni dell’impostore Leggi il seguito di questo post »

Francia

Ciò che hanno scambiato per laicismo
è solo il  grande tocco dell’orologio.
Ma il campanaro è sempre quello, manovra
leve; rive, destre e sinistre.
Stolti quelli che non sanno d’anime e pensano
che il sotto e il sopra, hanno peso eguale.
Chi più, chi mai meno,  sono i primi ad esser cattolici
e il bello è che non sanno neppure a qual diga son legati.

da: I quaderni dell’Impostore Leggi il seguito di questo post »

Bluff

A poker c’è il bluff
È fatto di impercettibile

Dichiari
E non si scherza

 

da: I quaderni dell’Impostore  Leggi il seguito di questo post »

Il prezzo delle ciliege è insopportabile

La democrazia è obbligatoria:
se non voti sei perseguibile, ti
possono (s’intende lo Stato) ammonire.
Persino, (in certi concorsi) sei esposto
a rischi.
Se fingi di votare e lasci in bianco la scheda
o peggio l’annulli,
questa cade nella parte che è la più forte,
come si dice: in soccorso.
Puoi recarti al tuo seggio,
farti vidimare  (diritto obbligatorio)
certificato elettorale
e tutto secondo legge,
non ritirare la scheda elettorale. 
Per sovrappiù
mettere a verbale il tuo dissenso,
e tutto democraticamente vero.
La preferenza (fortunatamente) è questione agricola
mica politica.

 
da: i quaderni dell’impostore

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Altri felini

Si suppone (supponiamo) che la vita sia come
un cartoccio di carta d’alluminio.
Servono  euro tremila di  optional  per  la
rifinitura nel nuovo modello della Jaguar xkr-s.
La radica è vietata per legge: bandita dal codice stradale americano.
Questione di schegge.
Si suppone che da un pezzo l’immortale lavori per i cretini
fabbrica  romanzi ed epici poemi. Come può ora l’idiota
essere più idiota?
Supporre l’immortalità.
Credere nell’esistenza di un possibile esistito.
Ci dice che tutto è già inutile
e lo specchio di cortesia sul deflettore
è un dettaglio.

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Pasquettare

Profumi e chiacchiere
Niente, neppure l’ombra d’una finestra aperta

Sornione mi rincuoro sapendo che gli uomini sono
Sonnambuli pronti ad agguantare l’agnello
Quando questo bela o scivola in fila

Sarà ma l’appendice, le ernie dei più
I libri in pile, sono zone d’ombra
Cibo per oziosi ignorantoni di buona memoria

Così, bello il tale, il Cagliostro di turno, che nulla sapendo
Vende  alle  quattro all’angolo
Moratorie alla moralità ma per  metà

S’alza un bicchiere
Che bella tovaglia! E quanti ricami!
Scommetto  – penso-
Che ci son volute tre generazioni di bravi contadini
A organizzar questa confusione dall’alto

Giovani magistrati, tutti tutte, incapsulati dalle quattro norme
E, dal come e quando. Il quanto a beneficenza

Almeno una femmina! Tra tanta barbarie di costumi e sorrisi
Ma qui la donna  si sconta in banca

 

Da: I quaderni dell’Impostore Leggi il seguito di questo post »

Ricopiare

Che l’arte sia una ricopia è prova accertata
D’altronde sia marmo che cornice spostano  poco
Tra la gente c’è buon odore è vita e sangue buono

Tra il caldo degli uomini e la tela c’è poco da scegliere
Quanta idiozia dell’io e che pretenziosità
L’uomo se è vivo di cosa abbisogna?
Semplice, degli altri uomini
E via  nella fiumana

Da: “I quaderni dell’Impostore” Leggi il seguito di questo post »

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