Capri tredicesima parte

di aeroporto2

Benche` si capisse dall’espressione del saggista l’intenzione conciliante di affrontare l’intero tema della disputa universale, e i toni, le coincidenze, le rimarchevoli intenzioni, dessero a­dito a una piu` profonda dicitura dei testi, la sensazione che ne scaturiva rimaneva negli ascoltatori perplessita`. Il tempo ante­riore, la suggestione nell’avvicinarsi ai testi, faceva inquieta­re alcuni spettatori, altri, vicino forse per mentalita` al sag­gista, approvavano il modo di esporre.
La protagonista  avrebbe voluto andarsene se non vi fosse stata con lei la figlia del saggista. Cosi`, voltandosi e sistemando il maglione da lei regalato, riprese il colletto e fece uscire meglio la camicia, mentre il padre della ragazza leggeva un brano questa volta dal diario di Tolstoj.
“Sebbene questo sia magari molto poco modesto, non posso fare a meno di chiedere ai miei amici che raccolgono i miei appunti, le mie lettere, le parole che appunto, di non attribuire alcuna im­portanza a quel che io stesso non ho dato alle stampe. Leggo Con­fucio, Lao Tze, Buddha (per non dire del Vangelo), e vedo, accan­to a pensieri profondi, collegati e coerenti in un unico insegna­mento ideale, le proposizioni piu` strampalate, o dette a caso o storpiate. E sono appunto questi pensieri e queste massime stram­palate e talvolta contraddittorie che servono a chi calunnia l’in­segnamento. Non s’insistera` mai abbastanza su questo. A ogni uo­mo puo` capitare un momento di debolezza in cui dice le scioc­chezze piu` assolute, e poi le prendono e gliele attribuiscono come venissero dalla piu` indiscutibile autorita`.”
Dalla folla si alzo` un uomo di una certa eta`. Il saggista aveva potuto notare l’uomo mentre discorreva in conferenza, egli non riuscendo a stare fermo, evidentemente aveva pensato il saggista, era un uomo energico preso a “fagocitare fatti,” continuamente muoveva il corpo, la testa facendola muovere a scatti. “Questo” pensava il saggista “deve essere uomo di poche parole.”
– Bravo,- prese subito con impeto,- e` cio` che da anni porto con me. Sono sicuro dell’universalita` della letteratura e le specie, le intenzionali rivolte sociali su una situazione dell’animo dell’uomo, hanno portato al caos. Cosa sarebbe il Cristo senza Lao Tse, Maometto? Determinante non e’ lo studio “Storico,” il rigore, la voluttuosa ricerca di congetture. Approvo e chiedo che venga posto al centro della sua discussione, sia il significato di poesia, intendo quella universale, sia il significato di romanzo anch’esso universale. A tal punto ho in mente il saggio illuminante sui catari “Amore e morte” cosi,` mi corregga se sbaglio, la indiscutibile forza psicanalitica di Jung nei “Tipi”.
– Sì, sinteticamente ha espresso – riprese – cio` che intendo per evoluzione, anche se, riduttivamente si rischia di determinare gia` da subito gli schieramenti, soprattutto quando si cerca di sciogliere il piu` possibile il concetto di estroversione e in­troversione in letteratura. Non a caso i due saggi da lei presi in esame hanno in comune veramente  la questione universale. Un attimo ancora di pazienza e cerchiamo di instaurare il dibattito; leggo ancora un pezzettino scusatemi.
Prima che riprendesse la lettura, muovendo i fogli che erano sulla bacheca, un’ape entro’ sotto il fascio di luce che illumi­nava il podio, poi deviando si diresse verso alcuni uomini che vedendola si spostarono. Volteggio` verso un’altra lampada e poi si poso` su una tenda. La ragazza indico` l’ape e appena quest’ultima si rimise a volare, creando attenzione piu` su di sè che sull’oratore, si riprese con la lettura. Questa volta era Do­stoevskij.
“L’idea del mio articolo e` la seguente: nei tempi antichi, nei primi tre secoli della sua esistenza, il cristianesimo sulla ter­ra si e` presentato soltanto come Chiesa ed era soltanto la Chie­sa…
Mentre egli leggeva, l’insetto riprese a volare e sembrava vo­ler infastidire il pubblico, tanto era l’accanimento con cui scendeva rapidamente verso una spalla e, scacciato, tornava sul vestito di qualcun’altro. Cosi`, a intervalli, ogni tanto il sag­gista guardava verso l’auditorio. E prima che finisse l’articolo citato nei fratelli Karamazov, si senti` dal pubblico un urletto, poi altre voci e in fondo una donna si alzo`.

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