Capri ventiduesima parte

di aeroporto2

– Ho detto a tua moglie cio`che in parte gia` sapeva.
– Che cosa hai fatto?
– Ho saputo tenerle testa, ho sentito alle mie spalle che c’eri tu.
– Cosa vuoi dire?
– Papa`, voglio dire che la verita` e` una, non voglio perdermi nulla, ho perso e ho sentito tanto di quel vuoto che ora, se  do­vessi trovarmi a fare la serva in casa di altri, starei sempre meglio sapendo che ho un padre, e non un fantasma che e` morto in un assurdo incidente stradale. E` ridicolo, non nascondiamoci, ti prego.
– Sì, sono daccordo, ma pensavo che non sarebbe finita cosi`, pensavo che avessi dovuto  fare io certe scelte con mia moglie. Non scordarti che mi hai detto che… Ma come hai fatto? Cosa…
– Sono entrata in camera sua piu` impaurita di una bambinella in colpa, pensavo di parlare di tutto, di cercare di capire cosa lei sapesse, in quali rapporti eravamo io e lei, lei e la mamma… Poi non so neppure io cosa e successo, le ho detto che saremmo andati in Svizzera insieme, io te e la mamma. A quel punto lei si e` sentita poco bene, e` quasi svenuta, quindi dentro di me ho capito che lei sapeva. Invece non sapeva, aveva saputo tanti anni fa, come lei mi ha detto, ma poi aveva pensato che fosse lei a fantasticare, dopo la morte di vostra figlia.  Le ho raccontato come ho vissuto tutti questi anni, quanta finzione ho dovuto su­bire, quale sia stato il mio stato d’animo. Lei ascoltava, e` stata ad ascoltare per piu` di un`ora, immobile, ma senza quell’aria tragica teatrale. Si e` seduta sulla poltrona, ha or­dinato un thè, poi le ho raccontato di come ho ucciso mio figlio, di come stavo uccidendo me stessa, e che non sarei piu` andata avanti un centimetro senza chiarire a me stessa che io esistevo. A dire il vero non sapevo neppure io fino a quel punto di cosa stessi parlando, di come vedevo le cose… mi sembrava quasi ri­dicolo poter parlare di me. Non sono mai riuscita a capire come ci si debba comportare in queste circostanze, ma io sentivo che era indifferente per me… tutte le preucupazioni che avevo sen­tito fino ad allora. La mamma, tu, i miei cugini, in quale casino mi trovavo. E allora cio` che si ha dentro, e cio` che si ha cor­risponde alla realta` che e` fuori, e questa realta` e` indipen­dente da me… Io sono tua figlia, non e` cosi`?
– Sì sei mia figlia.
– E allora non bisogna piu` fuggire, e` questo che le ho detto, e le ho detto anche di te, di come ti sei comportato.
– Detto cosi` sembra un raccontino, ma cosa c’e` di vero, io mica lo so. Cosa credi che si stia facendo, cosa credi che stiamo fa­cendo! Non sto mica scrivendo un romanzo, dove si sa gia` come andra` a finire? Io, tu e la mamma, ma non e` questo il problema, non e` questo. Mi sono sforzato di capire, ho capito, in parte, quanta menzogna mi nascondeva, quanta fiducia sconfinata si possa avere per qualcosa che e` finto. Ma distruggere, solo distrugge­re, vedi che tra noi ci sono cose bellissime, tutto mi sembra….
– Hai paura… Pensi che saresti in grado di continuare comunque. Io ti ho ascoltato… Voi due, tu e la zia, io credo che tutto quello che c’e` stato in questi anni… Avete costruito solo al­tri figli e una famiglia insensata. Ma dove sono i miei cugini? I tuoi figli? Io non ne vedo nessuno, io da quando sono cresciuti un pochino li ho visti tutti come me. Sono uguali a me, cosa cre­di? Credi che non sappiano dentro di loro, come stanno le cose?
– Dette cosi` sembrano piu`…Non so, non vedo cosi` e cola`… Mi assali anche con gli altri figli…
– Ma tu e la zia, di cosa parlavate questa mattina?
– Non voglio essere frainteso. So da me che cio` che e` successo in qualche modo ha coinvolto tutti. Tutti in parte uguale. E` questo che vuoi dirmi…
– Tu sai cosa voglio, tu hai compreso cosa desidero!
– La verita`, certo anch`io, tutti dovranno sapere.
– Sapere e` un conto, esserne partecipi e` un altro.
– Di questo non ne so niente, credo che si stia andando oltre  quello che io penso di poter fare.
– Tu sei una cosa, i tuoi figli, i miei fratellastri sono un’al­tra.
– Cosa ti passa per la mente, quali altri progetti?
– Ma come posso credere che tu possa essere cosi` ingenuo. Ma hai sentito le tue parole? Ti sei mai chiesto il perche` dei tuoi figli?
– Il perche` di cosa? Non parlarmi per enigmi.- Si sedette su un muretto.
– Io, per enigmi? No, cerchiamo d`essere piu` giusti, te ne pre­go, cerca d’essere piu giusto nei miei confronti.
– Ma sì certo, scusami. Non voglio dirti cose che non ho in cuore. Si, scusami. E` solo che sono turbato per quello che hai detto a mia moglie. E ne sono inquieto. Vedo cosi` chiaro ora, nei tuoi confronti, mi sento cosi` sicuro, ma nello stesso tempo so che tu mi hai anticipato.
– Non e` cosi`, non ho fatto nulla di quello che dici, non ho anticipato nulla. Ero stanca di mentire tutto qui. Ma questo credo che tu l’abbia capito bene. Tua figlia vive a Parigi, l’al­tro in Toscana, quasi da sempre; aveva diciassette anni e non ha neppure finito il liceo, e` fuggito via. Cosa credi che sia suc­cesso? Eravate troppo presi l’uno dall’altra? Non e` cosi`? Co­munque credo che tu viva in una finzione creata da tua moglie. Voglio molto bene alla zia, non fraintendermi, ma credo che tu viva in un mondo costruito da sbarre, la zia ti ha derubato gior­no per giorno. La tua “ragione” e` perduta dietro i falsi dei e le false visioni di tali dei.
– Non parlarmi di “ragione,” e` tutta questa mattina che non con­netto, sono cosi` accelerato, cosi` esclusivo e violento, cosi` ridicolmente lirico. Ma sono interessato a cio` che tu vedi, qua­li falsi dei?
– Gli dèi sono il potere e il denaro. Ti hanno sempre fatto sen­tire un affiliato alla nostra famiglia. Tu, uno scrittore che en­tra sposando una figlia di un noto editore. Ma quando vai a vede­re le cose e` tutta un’altra storia. Con un tuo romanzo e un al­tro di successo hai stabilito il record di vendite alla casa edi­trice, lo sai? Sai che tu, pur essendo come dice tua moglie, non in linea con “l’anima della casa,” come si esprime lei, sei quel­lo che ha venduto di piu`?
– Non lo sapevo, ma ne sei sicura?
– Certo che ne sono sicura. E dimmi, dei soldi che hai guadagnato cosa ci hai fatto?
– Venti anni fa ci comprai la terra in Toscana.
– E quanta terra comprasti?
– Vendetti un appartamento che ricevetti dai miei genitori, e mi pare che iniziai con quasi cinquanta ettari. Poi con gli anni e con l’altro libro comprai altra terra.
– Adesso ci sono cento e passa ettari e` vero?
– Sì certo, ma cosa c’entra con questo?
– Sai stimare, su per giu,` quanto danaro ti rende all’anno, netto tutta questa terra?
– Circa un miliardo.
– Hai una azienda agricola gestita da tuo figlio che ha ormai quasi trent’anni. Ma chi controlla i conti? Tu per te cosa hai? Cosa prendi da ciò che e` tuo?
– Vivo con nulla, sai che spendo neppure centomila lire la setti­mana. Mia moglie si`, lei ha la contabilità, insieme a mio fi­glio.
– Papa`, hai in banca qualcosa come nove miliardi di lire. In venti anni hai silenziosamente costruito una fortuna. Quanto pen­si possieda tua moglie, con le arie che si da` di donna che ti mantiene? Sai che in giro va dicendo che sei un uomo che lei ma­niene?
– In un certo senso… Credo… Ma dove vuoi arrivare.
– Voglio arrivare che e` un anno che si parla di divisione della proprieta`, tuo figlio vuole la terra, tua figlia vuole la terra, e i soldi chi li vuole?
– Ma non capisco, sono sempre stato io… Ho deciso, dall’anno passato, che i miei figli dividessero una quota ciascuno del reddito.
– Cosi` tua figlia vive a Parigi e tu la mantieni, cosi` tuo fi­glio vive in Toscana, lui amministra l’azienda e prende una parte di questo reddito. I tuoi figli, ogni mese, prendono dieci milio­ni  a testa. Questo da due anni, non e` cosi`?
– Si e` cosi`, anche tu vuoi quei soldi?
– Di questo ne parleremo dopo. Voglio solo farti prendere co­scienza di come stanno le cose. Il mondo, papa`, non e` come tu credi, il mondo sono tante cose, ma soprattutto trucchi e menzo­gna, e si finisce per essere tutti degli incantatori compresi i nostri parenti. Ora tu sai che mia madre ha il sessanta percento di una casa editrice che non le rende una lira. E tua moglie ha il quaranta percento, che continua a non renderle una lira. Tua moglie ha un appartamento, dove vivete che ha ereditato dalla ma­dre e un altro che e` affittato, come foresteria, alla casa edi­trice e quello le da un certo reddito circa un milione e mezzo al mese. Cosi` mia madre ha lo stesso, un appartamento molto piu` piccolo, dove viviamo, io e lei, e un altro attiguo,  anch’esso affittato alla casa editrice, che dà un reddito simile, un milio­ne e quattrocento mila lire. Tua moglie percepisce uno stipendio di amministratrice di circa tre milioni al mese e cosi` pure mia madre, come presidente. I tuoi figli guadagnano piu` di tua mo­glie e mia madre messe insieme. Ti pare possibile, ora, che tua moglie ti giudichi un fallito? No, sa bene che tu vali cento vol­te piu` di lei. Quando venti anni fa comprasti la campagna, ti ricordi cosa successe?
– Ricordo benissimo cosa successe, successe che nascesti tu.
– Come? Questo non lo sapevo. C’entra qualcosa la campagna, con me, con te e mia madre?
– Altro se c’entra, comprai la terra dopo la morte di mia figlia. La comprai contro il parere di mia moglie che mi fece una vera battaglia, tua madre invece mi disse, “fai cosa senti di fare” e cosi` andammo in segreto io e lei. Ricordo benissimo tutto, anco­ra non c’era nulla tra noi. Mi accompagnò quando mi dissero che c’era una azienda in vendita, erano quarantacinque ettari, e il giorno stesso facemmo il compromesso, tre mesi dopo rimase incin­ta di te. Furono i tre mesi in cui lavorammo insieme per il desi­derio di fuggire dal ricordo di mia figlia persa. Tutte le ener­gie furono dedicate  alla terra. Cinque anni dedicati, tutti i momenti, ogni istante a pensare alla terra. Cambiai tutto. Rivo­luzionai ogni cosa, tutti erano contro di me, ma il tempo mi ha dato ragione. Quella terra e` per me mia figlia. Per tutti questi anni ho creduto e pensato a lei come se fosse mia figlia. Tutta l’energia, volevo qualcosa che crescesse e diventasse adulta. E cosi` e` stato, ecco la cosa a cui penso, penso come un “celtico”: mia figlia Eleonora ora mantiene i suoi fratelli. Tut­to qui, non pensavo ai soldi, penso a qualcosa di vivo, ecco per­che’.
– Papa`, io ti ho sempre stimato, so che tu sei un tipo speciale, ma non bisogna far capire agli altri queste cose. Ci prendono in giro. Si` ci prendono in giro. E` per questo che ci odiano, ridono di noi perche` abbiamo qualcosa. Mentre altri, sanno solo atteggiarsi. Li prendono per patetismi, o alludono a solitudine, a disperazione o deliri, invece di sapere cosa e` la vita, dove bisogna incontrarsi, non e` cosi`? Incontrarsi in qualcosa, e` quel che hai fatto con mia madre?
– Sì, credo che faccia parte anche questo di qualcosa che dovremo chiarire, ma perche` mi hai fatto tutto questo discorso sui sol­di, cosa c’entra?
– Non posso essere tua figlia, se non sono anche pari ai tuoi figli. Non sono tua figlia solo per essere dichiarata internamen­te. Voglio essere accettata. E questo passa nella comprensione di tua moglie e dei tuoi figli, i miei fratelli, solo con atti mate­riali. Loro solo cosi` prendono conoscenza delle cose.
– Sì, anche questo e` non solo giusto, ma utile alla comprensio­ne. Ma non sara` una vendetta, me lo prometti?
– Ma cosa dici… Penso solo a conoscerci, come padre e figlia… Tu mi vuoi allora? Mi vuoi veramente?
– Certo che ti voglio piccolina, ma non c’e` mica bisogno di piangere per questo…
Si commosse, poi lo abbraccio`. E stettero in silenzio fino a quando tutti e due tornarono a sedersi sul muretto. La figlia, dopo che passo` una macchinina elettrica che trasportava dei sacchi di juta, continuo’ a parlare.
– La mamma mi ha detto che tua moglie voleva aumentare il capitale sociale della casa, anzi lo vuole ancora… Per questo so dei soldi che hai tu. Per questo so tutte queste cose economi­che.
– Cosa significa?
– Significa che e` un anno ormai che vuole avere la maggioranza della societa`. Vuole comprare uno stabile nuovo, aumentando il capitale sociale… La mamma non ha tutti i soldi che hai tu.
– Che significa, non ne so nulla…
– Bene, bisogna che ti informi un pochino allora! Direttamente da tua moglie.
– Dimmi quello che ti ha detto tua madre, visto che ormai credo interessi tutti e due.
– Aumentando e comprando il nuovo stabile, non potendo noi pagare l’aumento, potremmo solo cedere il dieci, l’undici percento…. Anche se credo che non ci sia certo bisogno di un nuovo stabile.
– Lo credo anch’io. Non si comprera` nessun stabile… Poi tua madre ha pure la maggioranza, che preoccupazioni ci sono.
– Sì, credo che questo sia  chiarito, comunque penso che tutto si debba chiarire.
– Sì, certo… Credo che tutti debbono avere cio` a cui hanno di­ritto, e tu sei quella che ne ha diritto come gli altri, soprat­tutto ora.
– Perche` ora?
– Sei sempre stata mia figlia, e forse lo sei sempre stata piu` degli altri, la menzogna mi ha costretto a vivere una vita che non era la mia. Ho dovuto combattere con lo schifo che ero. Non e` stata colpa di mia moglie. Almeno in parte lei mi ha spinto verso una direzione invece che in un’altra. Il colpevole sono stato io, comunque. E ora credo che tu abbia qualcosa da dover rinfacciarmi. Eccome se c’e` l’hai! E mi pare cosi` impossibile che tu mi abbia potuto accettare cosi`. Dopo quello che ti ho fatto.
– Non sapevo che avessi perso una bambina, fino a quel momento non avevo capito. Poi, dopo questa mattina, dopo aver sentito che aveva il mio stesso nome, ho capito che comunque non avevi potuto accettarmi… Come avresti potuto? Subito dopo che lei se n’era andata… Poi il tempo, come dici tu, le menzogne, aspetta che ogni cosa  si aggiusti da sola. Ma per queste cose, prima o poi, bisogna essere reali.
– Cosa significa reali?
– Non dove vai, o chi sei, o cosa vuoi… e cosa puoi fare. Ma chi ti ama… Chi stai amando. Tu stesso mi hai detto… Sapevo che tu mi amavi, ma come potevi dirlo a te stesso?
– E` tutto vero…E` tutto vero. Ma come fai a capire, come fai a capire cosi` facilmente?
– Facilmente? No, nulla è facile, niente è facile se si e` vissu­ta una vita come l’adolescente di Dostoevskij.
– Credo di capirti. Altro se capisco figlia mia. Credo proprio che inaugureremo questo nuovo inverno in maniera nuova… E` già da tempo che ci stavo pensando… Anzi voglio dirti cosa ho in­tenzione… Quali sono i miei progetti di questi futuri mesi. Prima di tutto voglio chiarire questa faccenda e, per una volta nella vita voglio chiarirla con tutti i miei “parenti”… Poi vo­glio dedicarmi al nuovo romanzo che gia` da due mesi vado prepa­rando. E adesso… Ah Dio! Se sono cambiate le cose! “Inaspetta­tamente” si e` tutto aggiustato, grazie a te. Credo che cambie­ranno molte cose. Certo di questi cambiamenti… Anzi.. Non vedo l’ora. Comunque questo e` solo l’inizio. Capisco ora tutta questa pressione che mi facevano i miei figli nel voler dividere tutto, capisco… Quanto sono stato ingenuo, e dire che mia moglie… Ma perche`… Perche` sottovalutarmi fino a questo punto? Devo dire che ce l’aveva fatta, se non si chiariva tutto. Tanto per inizia­re non divido nulla, i miei figli avranno da lamentarsi, e io di­mezzo loro lo stipendio… Si lamentano e io dimezzo ancora lo stipendio. Poi sono cinque anni che desidero comprare altra terra e ne compreremo dell’altra e per iniziare sara` intestata a te, poi in sequenza agli altri figli… Dovranno costruire, e se vor­ranno costruiremo tutti assieme, se non vorranno ascoltare un pazzo “celtico” faranno come credono. Avranno modo di capire an­che loro come stanno le cose. Per quanto riguarda tua madre, be­ne, credo che lei si aspetti qualcosa, come amicizia e gratitudi­ne… Ma questo si vedra`, dipende da noi. Per quanto riguarda mia moglie, primo non sara` piu` la mia editrice…. e staremo a vedere se ha voglia di fare o disfare ancora… Mi sembra proprio che tutto mi sia piu` chiaro… Proprio perche` non me ne importa “un fico secco” ora… Un modo di dire infantile, bene è quello che voglio essere, proprio un ragazzino capriccioso. Vedremo chi fara` piu` capricci.
– Mi metti paura… Sì certo, mi hai detto non vendicarti… E ora vuoi distruggere tutti… No, niente vendette…
– No, e` che non voglio dividere la terra per distruggerla. Già so che  mia figlia si vuole comprare una “maison”, L’altro mio figlio, in quel metro quadrato che avra`, non so quale colture vorrà impiantare… Senza tradizione ne`sentimento. E tu, sentia­mo, cosa vorresti fare con la tua parte di terra?
– Non lo so, vorrei solo poter avere le cose che ho tanto desiderato, un Natale con mio padre… Ora ho vent’anni e vorrei la serenita`. Tutto qua, non voglio terra, soldi… Voglio solo vivere un poco meglio sapendo come stanno le cose e forse fino in fondo non si chiarira` mai. Ma altro odio no, quello mai!
– Sì certo, certo… Capire, capire senza alterigia e arrivare senza distruggere… Questo vale anche per me.- Si fermo` pensoso e aggiunse:
– Hai detto che andavi in Svizzera, con tua madre e me… Bene sono contento di partire… Quando si parte… Domani?
– Domani? Ma pensavo al congresso… e` fino a domenica, e poi mia madre non sa nulla e` partita stamane, io l’avrei raggiunta in treno…
– No, al massimo partiamo domenica stessa, e mi faccio portare tutta la roba mia in camera… in camera tua… Cosi` non avremo da passare neppure un’oretta senza separarci… Sempre che tu  sia d’accordo.
– Sì certo… Ma non credi che dovresti parlare con la zia?
– Pensavo di si` ma visto che hai fatto tutto tu, non vedo cosa altro debbo dirle. Credo che mi aspettero` una telefonatina da qualche avvocatuccio, al massimo cerchera` di strozzare tua ma­dre, cosa questa impossibile…
– Ma e` tua moglie, la madre dei tuoi figli…
– Ma le sono grato per questo.
– Mi sembra che ci stiamo mettendo… O Dio, credo di avere paura, per la prima volta ho paura di perdere qualcosa.
– No, neppure con la morte si perde l’amore, e io ti amo figlia mia. Non ho paura delle parole, nè di nulla. Quel che pensano gli altri non m`importa, se non hanno capito quando io c’ero, capi­ranno quando non ci saro`. O faranno come vorranno. Gia` sento il qua, qua… Ma sentiremo ognuno e vedremo quel che si dovra` fa­re. Vendichero` Re Lear.  Ho voglia di confidare questa cosa a un amico… Oggi stesso gli voglio telefonare… Se non tiene il te­lefono staccato…

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