Aeroporto2's Blog

nessuno conosce ulisse

Mese: luglio, 2015

Bidet*

“Oggetto sconosciuto a forma di chitarra”
La dice lunga sull’Unità d’Italia

Strumento di lavoro da meretricio
Sulle indicazioni.

Spartiacque culturale

L’Italia è un paese altro
Di terme improvvisate

Di ritrovi e Poste
Di cambi di cavalli
E di posture da bidet

Di incroci
e stazioni Agip
(assente lo strumento ma non puttane)

Desta sempre un certo sgomento:
-Ma come faranno in Sua assenza!-

*Pony in francese: piccolo cavallo.

(da: I quaderni dell’Impostore)

Nobel

Non faccio traduzioni
Trascuro i dettami e la cartellonistica
Sugli ottavi o i quarti preferisco i decimi
Le mie dita dei piedi, specifichiamo.

Peraltro non ci metto lo smalto
ed è
una seccatura tagliarmici le unghie.

Ma i miei piedi non sono malaccio,
come sono,
interi e poco usati.

La letteratura impegnata è una bestialità
Come anche i messaggi, ululano alla luna.

Il Nobel mi si dovrebbe dare, datevi una mossa.

Roger.

da: I quaderni dell’Impostore

Agility

Cerchiamo di rendere le cose semplici
La poesia è comoda, corta, è non fa perdere tempo
Basta un accapo, e ne sono sicuro
È fatta.
Come farsi un bidet, legato da braghe e cinture
alla buona, in velocità.

L’ano nettato e la cappella fresca
Alle signore è dedicato l’intimo.
E mi raccomando: tutte depilate!

La verità (così) non è poi distante.

(da: I quaderni dell’Impostore)

Bunker

L’idea del bunker gli venne con la verità. Le parole, come si sa, contengono altre parole, sono solo alibi che nascondono il vero nome delle cose. Il vero significato è segreto. Tutte le parole tra loro mentono. Solo mentendo tra loro possono vivere senza profanare la verità, tutte le parole contengono una sola la stessa verità, i numeri e le parole contengono proporzioni segrete. Invano sarebbe contare fino alla fine i numeri. E’ come dire: -Parola dapprincipio-dapprincipio parola.- Questa è segreta. Metà di questa è stata custodita, metà è stata data agli uomini. L’intuizione che porta a intuizione è comprendedere l’altro specchio. Ma si sa che non sono gli stessi numeri e le stesse parole. Né la verità, né la legge di questa. Custodire la legge è custodire parte di questa. Custodire la propria eredità è custodire la propria metà di verità.

Le famiglie accunulano e disperdono. Moltiplicano fino a perdersi. In ogni oggetto ci sono tutti gli oggetti. In ogni sguardo ci sono tutti i quadri. In un solo dipinto vi è tutto l’universo. Il segreto di questo è nel nome agli uomini precluso, così come nelle pietre di giada. Non è l’oro a grammi o a chili, è l’oro perchè oro. Non è la ricchezza ma è la povertà di questa. Non è la povertà ma la ricchezza di questa. Non è la proporzione ma l’illusione di questa.

Avere è morire. Avere ogni sguardo, ogni libro, ogni storia esatta, l’esatta proporzione della finzione, musica nella musica. Avere la penna d’oca di Voltaire, gli occhi di Galileo, le mani di tutti gli avi. Sapere della propria mediocrità. Un testamento che racchiude tutti i testamenti ed in ogni testamento lo stesso testamento.

Aprire il testamento e vedere la morte non è cosa per un uomo. La morte non è la morte, vedere la morte con il suo vero volto, doppio e insignificante per un vivo, è moltiplicare uno specchio con la luce di questo. Contenere in uno specchio l’Europa, L’Oriente.

Nell’ordine, indici di altri disordini, numeri, depositi, banche, azioni, altre banche, miniere, denari, monete. Indici precisi meticolosi con altri indici, biblioteche di indici, transazioni ed altre transazioni, infinite collezioni. Vite nomi di vite, nomi dei nomi del nome.

Il vincolo dell’uomo sull’uomo si spezza con il compasso. La riga traccia la retta e difende il calcolo. Il calcolo costruisce volte, perfora montagne, trasporta fiumi, divide mari, sbarra valli. Il mare trasporta anonimamente, i porti contengono volti anonimi.

La vigna produce uva, l’uva produce vino, il vino produce cantine, le cantine producono licenze di queste. Tutto è ordine, la follia è l’ordine preciso e meticoloso del dio ordinato e giudizioso. Tutto su questa terra è carta, tutto è albero, tutto è lavoro.

-Forse è stato un abbaglio, un luccichio alla fine della mia vita, o all’inizio di un’altra, mai veramente ho compreso l’inizio, so solo che d’un tratto ho iniziato a sognare. Più sognavo più i sogni venivano a confondersi con la mia vita. Non so se sono pazzo o la pazzia è iniziata quando sono stato male. O quando sono guarito. So solo che ho costruito un bunker, non so esattamente dove, né come arrivare a lui. So solo che oggi verrò rinchiuso, sono già rinchiuso nella stessa stanza che io ho progettato e costruito. Nel sanatorio mi è consentito scrivere anzi vogliono che io scriva, ma io so di non farlo.

(se non fosse stata per la dedica: a Manuela. Avrei trovato di nessun interesse questo racconto.)

Sulle femmine

Che crescessero e finissero d’avere aspettative

Le bambine cinquantenni
Si lamentano e fan le vittime, che noia.
La verità è, che son state educate all’egocentrismo della fica
E questa, persa di valore, è dura da spacciare.
Io non ho la fica. E non m’interessano le vostre frustrazioni.

Se sei bella ed hai vent’anni sono disposto ad ascoltare.
Sopra i trenta, io non vi disturbo e voi non mi seccate.

(da: I quaderni dell’Impostore)