Aeroporto2's Blog

nessuno conosce ulisse

Mese: aprile, 2016

Selfie ad alta definizione

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Ingigantendo e mettendo imperfezioni su imperfezioni. Aggiungendo dettagli e mai riconoscendo, mah fuggire. Ok fuggire. Un amaca può andare.

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Pane di piombo (22 kg) zavorra mobile

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Ancora la cima (corda) regge dopo 40 anni, con un lembo di scotch. Venti di questi pani, per quattrocento e passa chili, erano appunto zavorra mobile che spostata nel lato sopravento aumentavano la stabilità sotto vela dell’imbarcazione. Anticamente questa pratica era conclusa con sacchetti di sabbia del Garigliano (sabbia ferrosa e pesante). Erano cuciti in sacchi di tela gialla e rossa.. ancora li ricordo.

Questo antico metodo millenario di stabilizzare una imbarcazione, è stato ripreso oggi con i “ballast water”sono contenitori di mille duemila litri situati strutturalmente ai lati dell’imbarcazione, all’occorrenza vengono caricati d’acqua di mare e svuotati quando si deve cambiare di mura (direzione), caricando il serbatoio opposto.

Nelle lunghe tratte si guadagnava un nodo due all’ora, per la maggior stabilità e quindi si poteva tener più tela. Letteralmente più tela… Oggi carbonio e mylar materiale di cui sono fatte oggi le vele moderne, performanti.

Bella la legatura che permetteva di sollevare quel tanto, e poi preso saldamente il pane di piombo passato al compagno e a catena (tre persone) dalla sentina dell’imbarcazione  a fuori bordo sull’estremità delle murate (fianco esterno dell’imbarcazione sul ponte). Si guadagnavano cosi’ venti, trenta miglia  che significano tre, quattro ore  al giorno, questo naturalmente con vento fresco.