Aeroporto2's Blog

nessuno conosce ulisse

sull’Io : inutilità condivisa

SDIM1004Ho creduto e credo che l’unica forma di spettacolo sia la pornografia. Su questa ho gia scritto qua. (dunque) L’arte è solo una pallida esecuzione, ai compossibili. Allora rimane la viseità “visagéité” in francese: “Tutti i fenomeni di comunicazione e scambio dipendono dalle leggi e dalla giurisprudenza che governano la viseità dominante” (Guattari in un libro introvabile e mai tradotto..). Faciality” nella traduzione dal francese all’inglese (americano) ma ne esce un quadro riduttivo, patologico e categorico (classificazioni), una viseità tutta in “americano”: sociologia del territorio, l’unico marcatore statistico che include il bisogno per la sociologia del nuovo mondo . Il punto, ciò’ che a me interessa è il desiderante, ciò che esprime il viso che introduce al desiderio reciproco. Ciò che eccita i sensi: il viso desiderante. Il selfie è una inclusione un ritrovare questo marcatore. Nel caso sopra (la fotografia) il desiderante è lo sfondo.. la natura nella sua più’ bella estroversione “pornografica”.

linguaggio e fotografia

_1190121

Con terminologia impropria la fotografia è concepita come linguaggio. Niente di più sciocco. La fotografia è rappresentazione, non sarà mai un linguaggio, questo per ovvie ragioni. Purtroppo nell’ignoranza difficile uscirne, basta leggere una qualsiasi didascalia: il lettore viene confuso con improbabili analogie. Così avviene un paradosso: il fotografo si sforza con tecnica, metodo, “studiando” , leggendo… e fotografa “linguaggi” . Non è un linguaggio ma semplice costruzione, strutture, senza alcun che, mere proiezioni (marketing). (e questo l’abbiamo visto e lo vediamo anche  nel cinema e quel che è diventato: contenitore di linguaggi. Il postmoderno)

Selfie ad alta definizione

_SDI0560

 

Ingigantendo e mettendo imperfezioni su imperfezioni. Aggiungendo dettagli e mai riconoscendo, mah fuggire. Ok fuggire. Un amaca può andare.

Pane di piombo (22 kg) zavorra mobile

_SDI0527

Ancora la cima (corda) regge dopo 40 anni, con un lembo di scotch. Venti di questi pani, per quattrocento e passa chili, erano appunto zavorra mobile che spostata nel lato sopravento aumentavano la stabilità sotto vela dell’imbarcazione. Anticamente questa pratica era conclusa con sacchetti di sabbia del Garigliano (sabbia ferrosa e pesante). Erano cuciti in sacchi di tela gialla e rossa.. ancora li ricordo.

Questo antico metodo millenario di stabilizzare una imbarcazione, è stato ripreso oggi con i “ballast water”sono contenitori di mille duemila litri situati strutturalmente ai lati dell’imbarcazione, all’occorrenza vengono caricati d’acqua di mare e svuotati quando si deve cambiare di mura (direzione), caricando il serbatoio opposto.

Nelle lunghe tratte si guadagnava un nodo due all’ora, per la maggior stabilità e quindi si poteva tener più tela. Letteralmente più tela… Oggi carbonio e mylar materiale di cui sono fatte oggi le vele moderne, performanti.

Bella la legatura che permetteva di sollevare quel tanto, e poi preso saldamente il pane di piombo passato al compagno e a catena (tre persone) dalla sentina dell’imbarcazione  a fuori bordo sull’estremità delle murate (fianco esterno dell’imbarcazione sul ponte). Si guadagnavano cosi’ venti, trenta miglia  che significano tre, quattro ore  al giorno, questo naturalmente con vento fresco.

Ti darò la morte con la vita

SDIM0195

Ciò che è umano perdura nella vita, si compone si svolge è presente contemporaneo vivibile. Ciò che non è “umano” è un soggetto finito, scomposto morto, vive come idea, si frappone a noi in forma figurata, si oppone vivissimamente come finzione d’immagine, si astrae tanto quanto l’umano è concepito da se, persona in altra composizione. L’immagine non è tanto l’artificio ma è la composizione che assume, il valore astratto elevato a rango, come questa si combina. E’ l’agente perturbatore della ragione prima, la vita attuale. Ti darò la morte con la vita. In quell’altro piano fittizio, in quell’altra vita preposta all’essere, in quell’altra stanza dell’Io, in quel che rimane dell’idea lanciata, v’è tanto di inumano quanto la tendenza al credere il contrario. Che cosa è la fede se non il simulacro di Idea di se? Forse, non è altro che un’idealità? Ebbene il trionfo del presente, non può escogitare altro che un susseguirsi di altri presenti, la modulazione. Lo strumento dell’astrazione è appunto strumento, una modulazione armoniosa concepita come metrica solidale all’attuale, all’intervallo del percepito, del sentito. Il territorio compone le sue melodie e queste sono solamente metro ritmico alla più ampia dicitura fantastica dell’inumano, il simulacro. Interessante questione questa, affatto innocente. Piani complessi al nomadismo, non si pensi all’iconoclastico, come misura o mezzo, ma come bisogno di un territorio mobile, una struggente teoria della relatività.. (oggi ore 10.20)

False prospettive

Aldilà che tutto è scrivibile, cioè che raggiunta la più perfetta forma di mistificazione, la parola, questa possa influire sugli animi sotto forma psichica di significato, il significante la forma del contenuto, e una certa simpatia per la verità, dovrebbe condurre alla congiunzione: il bisogno naturale di partecipare alla comunità delle intelligenze. Ma queste volontà positive avvengono, a patto che le forme mitiche di significato finiscano di perturbare. Non di rado nella civiltà matriarcale, di cui noi siamo portatori, proprio le donne conducono segretamente resistenza; tanto questa(la resistenza) è priva di significato ma mantiene un contenuto mitico, tanto è forte la tensione del contenuto. Un problema mal analizzato pone sempre un desiderio celato; tanto quando si iscrive la territorialità nel problema tanto la forza astratta d’analisi sarà centralizzata nell’io più che nel concetto. Il pensiero nomade dovrebbe contenere elementi matriarcali invece d’essere asservito al più bieco patriarcato vuoto di contenuti ed atto a giustificare  un territorio da iscrivere. Ecco il significato di “parola dapprincipio”.

la naturale condizione innaturale

(e le variabili giocose trasmissioni dati. whatsapp)

e ancora da whatsapp:

Aldilà di tutto “l’Inutile” corrisponde a Se. L’educazione oltre che nei termini sta nel predisporre attenzione ai fatti. “L’Insufficiente” colma il vuoto con atti tensivi. In questo ravvede la possibilità di un Io espanso ossia essente. Tanto quanto la correlazione con Se è perturbata tanto le linee di fuga sono fili d’Arianna vibranti. Purtroppo ne rivela solo mito drammi.

Ucci

Ucci ucci sento odore di borghesucci
S’animano sorseggiando moralità
A gran respiro l’oriente, la danza s’intende
E il fruscio della seta, nel set ci sta
Ma
Se s’apre l’uomo che indica la ragione
Del vivere desiderando
La moralità della croce dell’idea tutta
Fatta a cazzo di cane
Anima l’animosità, la caduta famiglia
E se c’è il parapiglia, meglio

Ucci ucci sento la calda mano
Le cazzate, il sorbetto
Il polo nord e pure il lontano ovest

(da: I quaderni dell’impostore)

 

La signora

370_1000

 

la ragion s’adegua alla fama
perdura l’animosità
e affiora l’abisso

basta soddisfare la signora
e questa diventa altera
sciocca e volubile
in cerca di cazzi sta

(da: i quaderni dell’Impostore)

immagine presa da internet

http://it.xhamster.com/photos/view/4919777-83978370.html?from=related

La libertà sessuale

My beautiful picture

 

La “libertà sessuale” va intesa (qui) come la fine della stagionalità sessuale (estro), cioè indipendenza dalle “stagioni”: una fertilità libera e raggiunta (priva di anestro). Un punto evolutivo nodale per l’essere umano. Includiamo un aspetto complesso dagli infiniti rimandi inter partes .

 

La “pornografia” (in senso lato e omnicomprensivo) è un dichiarante (marcatore), ossia in forza rituale anima uno stato di trapasso, celebra la fine della condizione (asservente) primaverile, stagione degli amori, e/o esorcizza verso un ideale stato perenne (primaverile).

Non mere “rappresentazioni” ma rituali tranquillizzanti affermanti uno stato d’angoscia in punto limite.

 

La figurazione sarà sempre nel desiderante più che nel desiderato; in un piano consistente (orizzonte) e immanente (immagine/fantasia). Tanto più questa (la pornografia) è efficace (neuroni specchio) tanto questa si rinnova in ritualità e/o dipendenza (“ciclicità”) [a seconda del substrato culturale], a esorcizzare il ritorno della stagionalità sessuale.

 

[Si fa l’amore nella propria casa; nella propria stanza; nel proprio letto; con la propria compagna/o. La prima arte è l’architettura: Edificio della “vita.” Le mura oltre le stagioni e all’interno la riflessione (letteralmente)… si piegano gli spazzi naturali, le arti, si “appendono” e si “colorano” le pareti… in una ritualità che ben fa comprendere la “stagionalità” ma senza stagioni]