Aeroporto2's Blog

nessuno conosce ulisse

False prospettive

Aldilà che tutto è scrivibile, cioè che raggiunta la più perfetta forma di mistificazione, la parola, questa possa influire sugli animi sotto forma psichica di significato, il significante la forma del contenuto, e una certa simpatia per la verità, dovrebbe condurre alla congiunzione: il bisogno naturale di partecipare alla comunità delle intelligenze. Ma queste volontà positive avvengono, a patto che le forme mitiche di significato finiscano di perturbare. Non di rado nella civiltà matriarcale, di cui noi siamo portatori, proprio le donne conducono segretamente resistenza; tanto questa(la resistenza) è priva di significato ma mantiene un contenuto mitico, tanto è forte la tensione del contenuto. Un problema mal analizzato pone sempre un desiderio celato; tanto quando si iscrive la territorialità nel problema tanto la forza astratta d’analisi sarà centralizzata nell’io più che nel concetto. Il pensiero nomade dovrebbe contenere elementi matriarcali invece d’essere asservito al più bieco patriarcato vuoto di contenuti ed atto a giustificare  un territorio da iscrivere. Ecco il significato di “parola dapprincipio”.

la naturale condizione innaturale

(e le variabili giocose trasmissioni dati. whatsapp)

e ancora da whatsapp:

Aldilà di tutto “l’Inutile” corrisponde a Se. L’educazione oltre che nei termini sta nel predisporre attenzione ai fatti. “L’Insufficiente” colma il vuoto con atti tensivi. In questo ravvede la possibilità di un Io espanso ossia essente. Tanto quanto la correlazione con Se è perturbata tanto le linee di fuga sono fili d’Arianna vibranti. Purtroppo ne rivela solo mito drammi.

Ucci

Ucci ucci sento odore di borghesucci
S’animano sorseggiando moralità
A gran respiro l’oriente, la danza s’intende
E il fruscio della seta, nel set ci sta
Ma
Se s’apre l’uomo che indica la ragione
Del vivere desiderando
La moralità della croce dell’idea tutta
Fatta a cazzo di cane
Anima l’animosità, la caduta famiglia
E se c’è il parapiglia, meglio

Ucci ucci sento la calda mano
Le cazzate, il sorbetto
Il polo nord e pure il lontano ovest

(da: I quaderni dell’impostore)

 

La signora

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la ragion s’adegua alla fama
perdura l’animosità
e affiora l’abisso

basta soddisfare la signora
e questa diventa altera
sciocca e volubile
in cerca di cazzi sta

(da: i quaderni dell’Impostore)

immagine presa da internet

http://it.xhamster.com/photos/view/4919777-83978370.html?from=related

La libertà sessuale

My beautiful picture

 

La “libertà sessuale” va intesa (qui) come la fine della stagionalità sessuale (estro), cioè indipendenza dalle “stagioni”: una fertilità libera e raggiunta (priva di anestro). Un punto evolutivo nodale per l’essere umano. Includiamo un aspetto complesso dagli infiniti rimandi inter partes .

 

La “pornografia” (in senso lato e omnicomprensivo) è un dichiarante (marcatore), ossia in forza rituale anima uno stato di trapasso, celebra la fine della condizione (asservente) primaverile, stagione degli amori, e/o esorcizza verso un ideale stato perenne (primaverile).

Non mere “rappresentazioni” ma rituali tranquillizzanti affermanti uno stato d’angoscia in punto limite.

 

La figurazione sarà sempre nel desiderante più che nel desiderato; in un piano consistente (orizzonte) e immanente (immagine/fantasia). Tanto più questa (la pornografia) è efficace (neuroni specchio) tanto questa si rinnova in ritualità e/o dipendenza (“ciclicità”) [a seconda del substrato culturale], a esorcizzare il ritorno della stagionalità sessuale.

 

[Si fa l’amore nella propria casa; nella propria stanza; nel proprio letto; con la propria compagna/o. La prima arte è l’architettura: Edificio della “vita.” Le mura oltre le stagioni e all’interno la riflessione (letteralmente)… si piegano gli spazzi naturali, le arti, si “appendono” e si “colorano” le pareti… in una ritualità che ben fa comprendere la “stagionalità” ma senza stagioni]

C’è un uomo dentro un uomo?

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C’è un uomo dentro un uomo?
E’ l’idea stessa del contenuto. L’espressione che via via si codifica dando vite e sistemi: nozione che si fa. Ma non si va molto lontano nel colonizzare l’”anima” attraverso la negazione: rapporto per blocchi (duali), per strappi, per ritorni con “premi” cognitivi. (sappiamo che)
Il caos è un rapporto di reciprocità consistenti incondivise (latenza). E’, in altre parole, il presupposto (consistente) su piani da farsi.
Oltre all’ovvia moltitudine di un uomo (un uomo è molti uomini, tanti quante sono le potenze, sono le possibilità in un piano di consistenza: ciò che si fa si è), vi è l’”arte” che essendo un elemento, tale va considerata. Quindi, l’arte è l’elemento percettore di enti possibili che si attraverseranno.
E’ una vecchia idiozia insistere sull’essere o meglio è solo un modo linguistico di risolvere una questione di conflitto. L’arte è quindi un catalizzatore che s’insinua attraverso piani in consistenza e preclude all’essere un presupposto indicativo. Interessante è scoprire come questa (l’arte) ragiona.

Effetti

Il discgiochei compone racconti
Scrive di luoghi leguminosi
Ha aperto un blog
e ci da duro
Dal mattino a mattino
Racconta luoghi comuni ma luminosissimi
Ha ventisette commenti (oggi)
Tutti omaggi e penitenze
Il cretino è convinto
che scrivere sia come la sua testa

(da: I quaderni dell’Impostore)

300 anni

Che importa campare trecent’anni
non arriverò ai quattrocento, la mia voce
sarà pigolio tra le antologie elettroniche.
Non m’importa l’eternità al sacco
preferisco i picnic qui
tra i quattro viventi e vivendi in debiti.
L’eternità avrà fatto i suoi cucù
sparsi i suoi cotillon,
e precettato Cicerone in gesso.

(da: I quaderni dell’Impostore)

Bidet*

“Oggetto sconosciuto a forma di chitarra”
La dice lunga sull’Unità d’Italia

Strumento di lavoro da meretricio
Sulle indicazioni.

Spartiacque culturale

L’Italia è un paese altro
Di terme improvvisate

Di ritrovi e Poste
Di cambi di cavalli
E di posture da bidet

Di incroci
e stazioni Agip
(assente lo strumento ma non puttane)

Desta sempre un certo sgomento:
-Ma come faranno in Sua assenza!-

*Pony in francese: piccolo cavallo.

(da: I quaderni dell’Impostore)

Nobel

Non faccio traduzioni
Trascuro i dettami e la cartellonistica
Sugli ottavi o i quarti preferisco i decimi
Le mie dita dei piedi, specifichiamo.

Peraltro non ci metto lo smalto
ed è
una seccatura tagliarmici le unghie.

Ma i miei piedi non sono malaccio,
come sono,
interi e poco usati.

La letteratura impegnata è una bestialità
Come anche i messaggi, ululano alla luna.

Il Nobel mi si dovrebbe dare, datevi una mossa.

Roger.

da: I quaderni dell’Impostore

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